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May 24th

ADSL e Telefonia: non sempre il prezzo è sinonimo di qualità

Si è conclusa l'odissea con Alice home TV, non certo per merito di Telecom ma grazie a Infostrada che è subentrata ad essa in sette travagliati giorni in cui l’unica connessione era garantita dalla connessione 3G di Vodafone che normalmente usiamo quando siamo fuori sede. La cosa sconvolgente è che l’assenza della nostra 20Mb/s di Telecom non si è fatta nemmeno notare, la connessione momentanea con Vodafone era tra i 2,5 e i 3,6Mb/s quella massima mai ottenuta con Telecom, malgrado la centralina telefonica sia a meno di 200 metri da casa è stata di 4,6Mb/s con ping e latenze veramente estenuanti e DNS che spesso non rispondevano, soprattutto la sera.

Problemi che più volte erano stati comunicati a Telecom e che più volte dalla stessa erano completamente ignorati. L’odissea era continuata e malgrado l’arrivo in casa di una fattura SKY della quale per fortuna non Telecom, ma SKY stessa aveva confermato si trattasse di un’attivazione non richiesta cosa che sembra essere consuetudine dei commerciali Telecom visto che SKY aveva addirittura attivato un numero di FAX apposito e una procedura per recedere i contratti falsi e stornare le fatture chiaramente ingiustificate. Non solo, Alice Voce si è dimostrata una truffa vera e propria e non per i 5 euro a bimestre che Telecom si accredita per questo numero aggiuntivo VoIP, ma per il fatto che questo numero che viene dato con il Kit Alice Home TV e altre offerte di casa Telecom non è utilizzabile e usufruibile e, beffa delle beffe, se si prova a disattivarlo Telecom solleva un mare di obiezioni. Di questa avventura con Telecom ne parlo specificatamente in questo articolo. La soluzione trovata per avere un numero aggiuntivo VoIP è stata quella di rivolgersi a una concorrente e acquistare un numero telefonico VoIP su tecnologia SIP quindi compatibile con un qualsiasi telefono in commercio quale il Siemens A580 IP al coso di 5 euro (-6 euro per il coupon promozionale presente nel telefono) ovvero zero euro per sei mesi di abbonamento e alti 5 euro per i prossimi. Soprattutto per un servizio che non solo al contrario di quello Telecom utilizza protocolli standard, ma soprattutto funziona costando ben 20 euro in meno all’anno (sui 30 euro che costa Telecom).

Nel 2006 Telecom è tornata a intascare l’ultimo miglio ovvero ogni sua concorrente paga Telecom per quel pezzo di doppino di rame che spesso è logoro e malconcio anche per le linee dati, questo grazie all’organo che dovrebbe invece tutelare il libero mercato. In pratica tutte le compagnie pagano il canone Telecom molte come Tiscali e Infostrada si fanno carico di questo costo al posto dell’utente aumentando ovviamente in proporzione i costi degli abbonamenti ADSL o di telefonia. Dopo estenuanti e lunghissime ricerche in rete sui forum per vagliare il malcontento degli utenti verso questo o quell’operatore, scartate compagnie aggressive come Tele2 delle quali i forum pullulano di utenti delusi dal servizio, scartata Fastweb in quanto per il nostro utilizzo risultava inadatta: fastweb collega i propri utenti a una grande rete geografica propria e quindi se non a pagamento non si ha con la medesima un IP pubblico anche dinamico e la connessione risulta vincolata e gestita completamente dall’azienda in ogni suo parametro e funzionalità.

La nostra scelta è caduta su Infostrada e sull’offerta ADSL 8Mb/s, costo praticamente 1/5 di Telecom per i primi tre mesi e 1/3 per quelli a venire. La scelta è stata business che costa in modo analogo all’offerta domestica, con Telecom passare la linea domestica ad aziendale portava ad un aumento di circa il 40% dei costi e tenuto presente che con l’attività in casa si scarica il 50% di qualsiasi utenza non ne valeva economicamente la pena di passare da una home a una business anche perché prestazionalmente le offerte sono identiche in tutto e per tutto. Ma arriviamo al punto focale di tutto l’articolo: le prestazioni di Infostrada si sono rilevate maggiori di quelle di Telecom. Non solo il ping si è rilevato notevolmente più basso, ma la 8Mb/s di Infostrada arriva a una velocità di 6,9Mb/s surclassando le prestazioni della 20Mb/s di Telecom Italia e la centralina e i doppini di rame per buona pace di Telecom Italia sono i medesimi. Con Telecom solo raramente la connessione era sopra i 4Mb/s spesso addirittura era sotto i 2Mb/s e questo pagando una media di 200 euro a bimestre tra ADSL e abbonamenti vari. Molti servizi che con Telecom inspiegabilmente sono a pagamento dagli altri operatori sono dati gratuitamente tipo i trasferimenti di chiamata e servizi per visualizzare il numero di chi sta chiamando, che costano con Telecom ben 5 euro cad. uno a bimestre.

Molti che si affidano a Telecom ritengono che essendo più cara e soprattutto essendo sue le linee telefoniche sia prestazionalmente e qualitativamente migliore dei concorrenti che in tutti i casi devono un canone di noleggio alla medesima. Eppure nella pratica non è così, Telecom soprattutto nella tecnologia VoIP non ha interessi ad aderire a standard o dare prodotti che funzionano e siano concorrenti a prodotti dal costo molto superiore e dai margini di guadagno molto ampi. Spesso in tal proposito ho sentito commerciali Telecom Italia affermare che se manca la corrente elettrica i centralini e telefoni VoIP non funzionano, eppure con un UPS da 70 euro si può alimentare un centralino per 8 ore di fila in assenza d'erogazione elettrica;  gli utenti su questa favola della mancata corrente elettrica basano una scelta errata usando una linea telefonica e centralini telefonici POTS (Plain Old Telephone Service – Il normale vecchio servizio telefonico) e per cadere nell’assurdo acquistano poi comodi telefoni cordless che con la mancata erogazione di corrente non funzionano in quanto la base ricevente è chiaramente spenta.

Cosa che mentre per la telefonia VoIP è spesso nominata quale peggior difetto, non è mai nominata per i Cellulari che in caso di blackout come i cordless sono si alimentati dalla batteria, ma non hanno campo in quanto gli apparati riceventi sono spenti non essendo alimentati. La favola del VoIP non funzionate senza corrente elettrica (che chiaramente manca spesso e volentieri) era cominciata a circolare nel 2005 anno in cui la vecchia telefonia POST di cui Telecom è leader indiscussa sembrava spacciata a favore di linee dati prive di canone Telecom.

Il digital divide italiano che ci pone come fanalino di coda nella diffusione della banda larga in Europa è tutto da imputare alla privatizzazione di Telecom in regime di monopolio, svendita di un bene collettivo con la scusa di rendere competitivo un settore, ma con l’intenzione di creare un monopolio privato per i soliti "compagni di merende". Nel 2006 proprio sotto il governo Prodi malgrado fosse stato dichiarato illegittimo il canone Telecom e si profilava una restituzione agli utenti del mal tolto, non solo venne reintrodotto sulle linee dati, ma venne salvato il monopolio Telecom dagli stessi uomini che avevano nel 1997 privatizzata la medesima in modo tanto scorretto e mandata in borsa a tutto vantaggio di famiglie come quella Agnelli con le speculazioni che seguirono il titolo in borsa.

Loris Modena

 

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